sabato 22 ottobre 2011

Recensione: Justice League Dark #1 (The New 52)

La parola "dark" è talmente abusata per connotare le atmosfere di un'opera narrativa, che potrebbe anche non significare più nulla.

Per giudicare Justice League Dark #1 una vaga idea del suo significato bisogna farsela, o almeno mettersi d'accordo su una definizione convenzionale. In che senso qui si tenta di darci una versione dark della Justice League?

Secondo l'Urban Dictionary il termine "dark" sta per : (1) Una mancanza di luce o colorazione vicina al nero (2) Deprimente, spaventoso (3) Un altro modo di chiamare il male (4) Che ha che fare con l'individualità e l'isolamento.

Tutte e quattro le definizioni sono adatte a descrivere le atmosfere di Justice League Dark #1, ma solo l'ultima possiede il magico pregio di descriverne persino la trama.

Enchantress va fuori di testa
"Il tempo rallenta. I neutroni schiantano dentro gli atomi". E ​​una potente maga come Enchantress (in passato leader di Shadowpact, una sorta di Justice League in versione sovrannaturale) scopre di essere impazzita e conforma la realtà adeguandola alla sua follia.

Impossibile non notare in questa premessa l'analogia con House of M, mega evento Marvel Comics del 2005, in cui qualcosa di analogo era stato compiuto dalla strega Scarlet.

Una osservazione estemporanea su questa presessa: House of M era un evento non improvvisato e di vasta portata che per un certo periodo ha influenzato l'intero Marvel Universe.

Qui abbiamo lo stesso scenario di fondo con una portata limitata a una sola serie e del tutto avulsa dalla continuity (Vic Stone, alias Cyborg compare già nel suo aspetto definitivo quando in Justice League #1 non lo è ancora). Per altre serie del rilancio DC Comics non mancano invece riferimenti incrociati.

Shade ha un metodo tutto suo
per scaricare le proprie ex
Questo limita molto la portata dell'albo, costringendo a giudicarlo solo come lettura a sé stante. I troppi personaggi che affollano queste pagine si riducono a marionette vuote, in mancanza di informazioni su quale sarà la loro caratterizzazione definitiva.

Ma come albo a sé, Justice League Dark #1 è assolutamente soddisfacente. Lo sceneggiatore Peter Milligan riesce a essere fantasioso, spaventoso, bizzarro, rapido, angosciante. E magico.

Perché i personaggi dotati di poteri mistici sono quelli che si meritano il centro della scena: Zatanna, John Constantine, Shade - The Changing Man riescono a scalzare i vari Batman, Superman e Wonder Woman che pure compaiono nell'albo. In definitiva, più che dark, questa è una Justice League Weird.

Madame Xanadu: l'unica che pare sapere cosa stia accedendo
Una menzione d'onore la merita la prima splash page: una donna osserva la ripresa televisiva di una autostrada in cui decine di veicoli fuori controllo investono mortalmente altre donne, compresa la stessa spettatrice. June Moore viene introdotta così come colei che sarà epicentro degli avvenimenti futuri.

La scena rende l'idea del thrilling che ogni pagina dell'albo riesce efficacemente a donare, talmente strabordante che con così tanta carne al fuoco non resta spazio per la caratterizzazione dei tanti personaggi. Il ritmo nei numeri successivi dovrà necessariamente rallentare.

Zatanna mette in chiaro con Batman 
chi sono i veri protagonisti della serie 
L'arte di Mikel Janin è di grande preparazione tecnica ma un po' troppo statuaria, anzi veramente rigida, nelle scene d'azione. Può inoltre non piacere che le sue espressioni facciali scivolino sullo stile soap opera.

Ma il sovrannaturale viene reso egregiamente, con l'aiuto di una inchiostrazione all'altezza e degli splendidi bagliori luminosi inquietanti apportati dalla colorazione.

In conclusione, dedicare un titolo a una tale versione parallela della Justice League sembrerebbe una mossa commercialmente indovinata. La suscpence per ora non manca, ma la costruizione di questo universo Dark (anzi, Weird) è ancora tutta in salita.


2 commenti:

Vincenzo " Zerov " Salvo ha detto...

Di chi è la copertina? Sembra Adam Hughes, come disegno e tipo di colorazione sembra lui ma non leggo nessun AH! come firma...

Sentry ha detto...

Ryan Sook. In basso a destra c'è il solo cognome come firma. Huges di solito è più proporzionato, non dilata così le figure :)

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