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domenica 28 giugno 2015

Batman vs Superman: Dawn of Justice - Teaser Trailer Italiano (Film in uscita 2016)

Batman v Superman: Dawn of Justice è un film diretto da Zack Snyder, in uscita nel 2016.
Basato sui personaggi di Batman e Superman dei fumetti DC Comics, è il sequel de L'uomo d'acciaio del 2013 e la seconda pellicola dell'universo cinematografico DC Comics. Il film è scritto da Chris Terrio e David S. Goyer ed è interpretato da Henry Cavill, Ben Affleck, Amy Adams, Jesse Eisenberg, Diane Lane, Laurence Fishburne, Jeremy Irons, Holly Hunter e Gal Gadot.
Il film è stato annunciato al San Diego Comic-Con 2013. Nel giugno 2013 sia Snyder sia Goyer, regista e sceneggiatore del primo film, confermarono il loro ritorno.Le riprese di seconda unità sono cominciate all'East Los Angeles College nell'ottobre 2013, mentre le riprese principali sono cominciate nel maggio 2014 a Detroit e si sono concluse nel dicembre dello stesso anno.
La pellicola può, inoltre, essere considerata come l'ideale seguito delle vicende narrate dal videogioco Batman: Arkham Knight, nella quale vedremo un Batman quasi al termine della propria attività da vigilante mascherato. Non è, infatti, escluso il ritorno del Cavaliere Oscuro in una pellicola, che lo vedrà come unico protagonista, nelle vicende successive alla celebre saga videoludica, che molto ha da offrire al mondo cinematografico.
L'uscita del film è prevista per il 25 marzo 2016 nelle sale degli Stati Uniti. [Fonte: it.wikipedia]

Batman v Superman: Dawn of Justice - Teaser Trailer Italiano 


giovedì 27 dicembre 2012

Injustice: i creatori di "Mortal Kombat" rendono malvagi gli eroi DC Comics

Dimenticate la Justice League of America, il supergruppo fumettistico che riunisce i supereroi più popolari e potenti di casa DC Comics, come Batman, Superman, Flash, Lanterna Verde e Wonder Woman.

Injustice: Gods Among Us (Ingiustizia: Gli Dei fra Noi) è il secondo videogioco che i NetherRealm Studios ambientano nell'universo DC Comics, e parte da una premessa molto semplice: Che succederebbe se i nostri più grandi eroi divenissero la nostra più grande minaccia?

Il primo gioco creato attorno all'universo DC Comics dai NetherRealm Studios - già noti per il famoso Mortal Kombat - è stato appunto  Mortal Kombat vs DC Universe. Si trattava di un titolo di godibilità passabile, senza infamia ma neanche senza particolare lode.

Sembrerebbe però che per Injustice la campagna pubblicitaria precedente l'uscita sia stata meglio organizzata, con aspettative di riscontro di pubblico molto alte da parte degli sviluppatori del gioco. Questo fa pensare che vedremo un titolo videoludico probabilmente migliore del primo che NetherRealm Studios ha dedicato ai supereroi DC Comics.

Gli studi NetherRealm  stanno centellinando nel tempo le notizie sui personaggi DC Comics presenti nel gioco. Per ora è stata confermata la presenza di Batman, Flash, Superman, Wonder Woman, Harley Quinn, Solomon Grundy, Lex Luthor, Nightwing, Cyborg, Catwoman, Green Arrow, Green Lantern, Joker e Deathstroke.

La data prevista d'uscita del gioco è aprile 2013. Le piattaforme sulle quali sarà possibile giocare saranno PlayStation 3, Wii U e XBox 360.




venerdì 21 ottobre 2011

Recensione: Superman #1 (The New 52)

Grant Morrison ha svolto un lavoro egregio sulla riconcettualizzazione di Superman in Action Comics (il primo numero l'ho recensito qui) e stavolta è riuscito persino a risultare poco cerebrale, più immediato e viscerale rispetto al suo solito, ma il suo ripensamento del personaggio resta comunque qualcosa di ancora largamente teorico.

Al di là della qualità del lavoro che Morrison sta svolgendo e svolgerà, è ovvio che non tutti i lettori di vecchia data accetterebbero a lungo un Superman ricondotto a un fervore adolescenziale col quale risulta difficile empatizzare.

E' in questo Superman #1, quindi, che abbiamo realmente l'occasione di gettare la prima occhiata a quello che sarà il big blue ufficiale del nuovo universo DC, con una narrazione temporalmente spostata di qualche anno avanti, verso un Clark Kent nella sua piena maturità di adulto.

Ci sarebbe tanto da dire su questo albo: venticinque tavole fitte fitte di vignette, baloons e didascalie, rese ancora più dense dallo stile miniaturista del disegnatore Jesús Merino che è molto conforme a quello di George Pérez. Quest'ultimo è impegnato sui testi ma ha anche steso gli schizzi base delle tavole, sicché è a lui che si deve realmente il paneling delle pagine.

Abbiamo una storia di Superman che si mantiene molto entro i binari della tradizione, con l'Uomo d'Acciaio impegnato senza se e senza ma a fare ciò che gli riesce meglio: difendere i deboli, non mettersi in testa megalomani aspirazioni di trasformare il mondo alla radice, e tirare avanti tentando di condurre una vita normale.

Ma nonostante tutto, aleggia in sottofondo anche qui un po' di voglia di strafare, qualcosa cioè di troppo cerebrale e che finisce per rallentare il ritmo della storia. Il tema del numero è infatti una sorta di psicodramma dell'informazione. Il Daily Planet è un giornale in crisi, che infine è stato acquisito da un network televisivo con una cattiva reputazione in termini di tutela dei diritti umani. La sede del giornale viene smantellata, e viene abbattuto l'iconico globo del Planet che campeggia sul grattacielo.

Louis Lane mentre coordina le riprese TV
Il nuovo Vice Presidente è Louis Lane, che condivide con Clark Kent le preoccupazioni sull'approccio poco etico da parte del gruppo, ma che si crogiola nell'illusione di poter trasformare il sistema dall'interno col proprio onesto lavoro. Clark non è della stessa opinone e rompe in malo modo i rapporti con Louis Lane, salvo poi pentirsene e scusarsene con sincero rimorso.

Questo plot base è interlacciato a una trama di azione quasi autoconclusiva (che inizia con un  alieno sull'Himalaya che chiama a raccolta altre presenze soffiando in una sorta di magico corno) ma che resta slegata dal contesto e non permette di capire molto su quella che sarà la sorte della serie dal punto di vista strettamente avvventuroso.

La trama consente di dare sia di Superman che di Clark Kent, un ritratto vivido. L'uomo più potente della Terra resta pur sempre un uomo, con mille dubbi e domande e in fondo anche solo, condannato dalla assoluta integrità dei suoi principi morali. Né il fatto che svolazzi su Metropolis mentre tutti contano su di lui come garante di giustizia, potrà mai farlo sentire più amato. I media non mancano di criticarlo o mettere in dubbio il suo operato e la gente che lo ammira a naso in su dal suolo non sembra immune dal provare una certa invidia.

Quasi tutto in Superman #1 è conforme alla tradizione (altro che reboot) per quella che è l'icona massima del fumetto supereroistico. Anche lo stile grafico, pur splendido, è quanto di più tradizionale e quasì demodè, si possa trovare in giro oggi.

Ma la narrazione è anche incessantemente scandita dalle voci diffuse dagli onnipresenti media televisivi. Scelta coerente con la trama che finisce però per stonare un po' col risultato complessivo comunque raggiunto dall'albo, quello di donarci un ritratto di Superman realmente umano, ben lontano dalla noia che sarebbe tutto sommato lecito aspettarsi da un personaggio con settantatrè anni di storia editoriale alle spalle.

Mentre lo guardate fermo in aria, a fissare sconfortato il globo abbattuto del vecchio Daily Planet, potete cogliere a colpo d'occhio in una singola immagine il supereroe e l'uomo, e la complessità tormentata ed esaltante dell'interazione fra i due. Ognuno indebolisce e al contempo dona forza all'altro... altro che noia!

DC Comics Reboot: The New 52 - tutte le recensioni

lunedì 26 settembre 2011

Recensione: Supergirl #1 (The New 52)

Personaggi dei comics appesantiti da una cronologia di trascorsi narrativi confusionari e contraddittori ne esistono tantissimi, ma se ce n'è uno che ha pieno diritto a concorrere per il premio continuity più incasinata di tutti i tempi questo è sicuramente Supergirl.

Di alter ego di Supergirl ne sono esistiti molti, ma il più famoso è certamente Kara Zor-El, cuginetta di Superman.

A un certo punto si è però deciso che Superman doveva drammaticamente ritornare a essere l'ultimo superstite di Krypton, e Kara è dovuta sparire dalla circolazione salvo qualche nostalgica ricomparsa a effetto.

Ma ora, direttamenente da Kryptoooon, Kara è quiiiiii!!! Per riportarla a pieno diritto nell'universo DC Comics, la ragazza andava però ripulita dal suo passato confuso. E quale immagine più simbolica che quella di farla risvegliare fra la neve candida? (NB: che fa anche tanto "Natale" come se Kara fosse un angelo caduto in Terra)

Supergirl #1 è tutto incentrato su questo plot: al lettore viene suggerito che Kara ha delle origini molto interessanti che per ora non ci vengono spiegate e d'altra parte nemmeno lei stessa le ricorda. Si sa solo che l'albo inizia con la ragazza che cade dal cielo e si ritrova catapultata sulla Terra mentre credeva d'essere atterrata su Krypton. E come se non bastasse Kara è cascata in brutti guai, dato che dovrà vedersela con soldati in armatura mecha giunti sul posto a investigare.

Tutto l'albo va avanti così. Kara sbatacchia a destra e sinistra i suoi avversari, ne viene sbatacchiata a sua volta, e nel frattempo pensa fa sé e sé fornendoci innumerevoli indizi sibillini sul suo passato. In Supergirl #1 quindi non succede proprio nulla. Anzi, no! Succede una cosa molto importante, invece. Una cosa praticamente inedita.

Lo sceneggiatore Michael Green fa la sua parte impostando stretto stretto su Kara il punto di vista della narrazione e costruendo abilmente i pensieri della ragazza, e il disegnatore Mike Johnson supporta con sufficiente abilità il lavoro dello scrittore concentrandosi molto sulle espressioni facciali.

Ci viene restituito un personaggio vividissimo, di un candore fanciullesco irresistibile. Vediamo Kara faticare, piangere e provare dolore, trovandoci a empatizzare immediatamente con lei anche se avevamo cominciato a leggere l'albo con supponente scetticismo.

Ed è una cosa realmente mai vista su questo personaggio. Questa è la prima volta - che io ricordi - che Supergirl non è semplicemente la ragazza super con la S sul petto al pari del suo ben più famoso cugino. Questo è un albo di Supergirl-Supergirl e non semplicemente di Supergirl-la cugina di Superman. Una ragazza che viene mostrata per quel che è, non attraverso gli occhi di qualcun'altro. E il valore dell'albo è tutto qui, ma scusate se è poco per un titolo di puro intrattenimento.

Sulla parte grafica, non brillantissima ma adeguata a rendere questa impostazione, ho da esprimere un unico disappunto deciso: la colorazione. E' bella, ma curatissima nelle prime pagine e un po' meno curata da metà albo in poi. Ma sopratutto incappa in un inspiegabile cambio in corsa di tonalità predominanti, che non mi pare giustificato dalla narrazione e che viene avvertito con un certo fastidio.

Aehm.. altro da segnalare? Ah sì. Col reboot DC Comics il buon vecchio Superman ha perso le mutante (leggi qui) ma Supergirl non è da meno perché anche lei ha perso il gonnellino plissettato. Il che stempera quell'aria da ragazza pon-pon senza cervello.

Immagino comunque che per questo cambiamento epocale, sia che lei che suo cugino si siano consigliati con Edna "E" Mode, la stilista dei supereroi (grazie a Ilaria per il suggerimento).


martedì 13 settembre 2011

Dannazione! Superman è blasfemo

La polemica è ridicola, neanche tanto comica e anche piuttosto priva di clamore. Ne riferirò perciò molto laconicamente.

In una vignetta tratta da Action Comics #1 (che ho recensito qui) Superman viene investito da una esplosione da togliere il fiato, e pronuncia un misterioso "GD".

Si fa avanti un gestore di un negozio di fumetti del North Carolina che sul suo profilo Facebook si lamenta di aver ricevuto cancellazioni di ordini d'aquisto per Action Comics #2 e per tutti i fumetti scritti da Grant Morrison.

Il boicottaggio a suo dire sarebbe opera di associazioni religiose secondo le quali GD sta per goddamn (Dio dannato) ossia una bestiemmia deliberatamente introdotta da Morrison.


Molte altre voci a conferma della veridicità del boicottaggio non si sono fatte sentire ed è probabile che il tipo fosse solo alla ricerca di facile pubblicità. Ma per stroncare sul nascere polemiche potenzialmente dannose, Grant Morrison ha dovuto fornire una spiegazione ufficiale del baloon.

“E' l'effetto sonoro di un grugnito - per suggerire che il fiato di Superman è stato espluso a forza fuori dai denti digrignati - una cosa come ‘DHH’ o ‘GNUHH’".

Il gestore del negozio di fumetti si è ritenuto rapidamente soddisfatto della risposta di Morrison, replicando a sua volta con una prolissità che conferma quanto egli debba essersi sentito nel pieno dei suoi 15 minuti warholliani, e tutto è rientrato.

Chissà, forse nel frattempo il tizio ha ricevuto miracolosa e improvvisa disdetta delle disdette. Non lo sapremo mai, dannazione!

Fonte: Bleedingcool

DC Comics Reboot: The New 52 - tutte le recensioni

domenica 11 settembre 2011

Recensione: Action Comics #1 (The New 52)

"Sono stato sceso sula tera in mezzo ai mortali per riparare i torti e trionfare la giustizia"
(Corrado Guzzanti nella parodia di Thor)

C'è poco di nuovo in Action Comics #1 non già intuibile dalle anticipazioni, che per una volta sono state descrizioni fedelissime delle novità in arrivo. Il chiacchiericcio su come Superman sarebbe cambiato non è solo servito da traino per il lancio dell'intera operazione The New 52 ma ha descritto con precisione il restyling che si stava compiendo sul personaggio. Sfogliando Action Comics #1 sembra solo di cercare conferma della leggibilità del risultato, mentre via via si ritrovano tutti gli elementi già annunciati.

Superman è più giovane e abbandona la calzamaglia a favore di jeans e T-shirt. Non ha ancora imparato a usare appieno i suoi poteri e può occasionalmente sanguinare. E non è più quello cui tutto riesce incredibilmente facile, sebbene continui ancora a non tirarsi mai indietro di fronte a nulla. Meritandosi quindi l'appellativo di eroe quanto e più di prima.

La vera novità però è che questo nuovo Superman è molto più attivamente propositivo. Ha una sua agenda prestabilita di obiettivi e la rispetterà a ogni costo. Pulizia sistematica della società dagli oppressori e riparazione di torti subiti dai più deboli. E' stato mutato in una sorta di socialista proletario che non si fa scrupoli se deve scaraventare giù da un palazzo un danaroso corruttore solo per spaventarlo, o se si vede costretto a sbarazzarsi di chi lo ostacola terrorizzando uomini delle forze dell'ordine e distruggendo mezzi blindati dell'esercito.

Il Superman di Grant Morrison è un ritorno alle origini - ma proprio alle origini - e questo albo ha pieno diritto anche simbolico di essere numerato come Action Comics #1. Basta col salvare la Terra un giorno sì e l'altro pure da malvagi invasori galattici e sopratutto basta con i predicozzi moralistici neanche tanto velatamente improntati all'amor di patria.

Superman può quello che altri non possono. Decide perciò unilateralmente - e si spera sempre saggiamente - chi ha ragione, e si fa carico di imporla a chi ha torto. Anche perchè essendo molto più giovane e scanzonato, certi dubbi etici sul metodo non se li pone per nulla. Una caratterizzazione non nuova ma che ora viene (ri)promossa al ruolo di impostazione centrale per il personaggio.

Un superuomo così, il Batman di Frank Miller non si sognerebbe mai di prenderlo a pugni. La contropartita ovvia è che nessuna forza governativa si sente tranquilla a lasciar Superman scorazzare liberamente o non si farebbe facilmente tentare dall'idea di asservirlo per i propri scopi. Viene fornito così lo spunto per introdurre Lex Luthor, che qui è più uno stizzoso filosofo che non un uomo mosso esclusivamente da avidità per il denaro e il potere.

Assieme al Generale Lane, Luthor si pone domande su come arrestare una creatura così potente e si costruisce le proprie risposte sulla assoluta necessità di non lasciarla vagare libera sul pianeta. Gli scopi di Luthor non sono ancora del tutto chiaramente illustrati in quest'albo. Appare molto probabile però che ci verranno svelati pian piano.

La folla difende Superman dall'attacco dell'Esercito
Grant Morrison ci consegna una sceneggiatura senza fronzoli intellettualodi, diretta ma affatto banale. L'albo scorre velocissimo fra citazioni del più classico degli slogan associato all'uomo d'acciaio (più potente di una locomotiva, con Superman impegnato a arrestare un treno in corsa non senza umanissime difficoltà) e accattivanti caratterizzazioni molto giovanili - sia nel look che negli atteggiamenti - per Clark Kent, Jimmy Olsen e Louis Lane.

Le tavole di Rag Morales sono semplicemente indescrivibili. A colpo d'occhio sembrano improntate a un tratto troppo classico. E invece sanno supportare abilmente, con sensualità e minuziosità, il racconto di ogni dettaglio e atmosfera senza mai perdere un colpo neanche nelle scene d'azione.

Nonostante tutto l'albo lascia qualche lieve sensazione di déjà vu. Il ringiovanimento dei personaggi ricorda quello analogo operato nella linea Ultimate della Marvel. Lo stesso Clark Kent viene presentato con richiami visivi al giovanissimo Peter Parker, e l'ostilità verso Superman mostrata dalla coppia Lex Luthor/Generale Lane somiglia alla paranoia antimutante che è alla base di molte storie degli X-Men.

Si tratta solo di vaghe associazioni mnemoniche, non particolarmente disturbanti, ma non si può fare a meno di pensare che per soddisfare a colpo sicuro un pubblico quanto più vasto possibile si sia consapevolmente cercato di fornire qualcosa che gli fosse già familiare.


martedì 6 settembre 2011

DC Comics Reboot: arrivano i pesi massimi

Il 7 settembe (ossia domani) escono nelle fumetterie americane Action Comics #1 e Detective Comics #1, nuove edizioni delle collane storiche dedicate ai pesi massimi di casa DC Comics: Superman e Batman.

Serve forse a poco darne una anteprima, e ancora meno se si pensa che probabilmente si ripeterà l'incidente già accaduto con Justice League #1 (albo diffuso in versione pirata sei ore prima della sua uscita ufficiale). Ma mi piace l'idea di mettere le tavole sul blog e - semplicemente - le metto. CLICK SULLE IMMAGINI PER INGRANDIRLE.

Action Comics #1 - Cover

Action Comics #1 -Tavola 3

Action Comics #1 -Tavola 6

Action Comics #1 -Tavola 7

Action Comics #1 -Tavola 8

Action Comics #1 -Tavola 9

Action Comics #1 -Tavola 10

Action Comics #1 -Cover alternativa di Jim Lee

Anteprima Cover Action Comics #2

Detective Comics #1 - Cover

Detective Comics #1 -Pag 1

Detective Comics #1 -Pag. 2 e 3

Detective Comics #1 -Pag. 4

Detective Comics #1  - Pag. 5
Dalle pagine di anteprima si nota che Batman ha Jim Gordon come alleato su cui può contare, ma non altrettanto è ben visto dall'intero dipartimento GCPD (Gotham City Police Department) il che - come riferisce il quotidiano Usa Today - collocherebbe le storie del reboot cinque anni prima della cronologia in corso fino a ieri.

Anche Justice League #1 riportava la didascalia Five Years Ago sulla prima vignetta (vedi qui). Ma cinque anni prima di che? E' o non è questo uno universe completamente alternativo a quello preesistente?

Mistero. Comunque almeno Usa Today notizie informate le dà, al contrario di quel che accade da noi. Ecco come parla Repubblica dell'operazione The New 52. In questo pezzo di pregevole giornalismo apprendiamo di una periodicità settimanale per gli albi (neanche se i disegnatori avessero la bacchetta di Harry Potter) o della significativa precisazione che non si tratta di un reboot perché i reboot partono da numerazione #0 e non #1.

Sensazionalismo aritmetico. Un nuovo genere di giornalismo d'inchiesta che mi mancava.


DC Comics Reboot: The New 52 - tutte le recensioni

domenica 4 settembre 2011

Recensione: Justice League #1 (The New 52)

"C'era un tempo in cui il mondo non li chiamava i più grandi supereroi - C'era un tempo in cui il mondo non sapeva cosa fosse un supereroe - Quel tempo è adesso" (Incipt di Justice League #1)

Quando si lancia un nuovo supergruppo gli approcci possibili sono due: (1) Subito catapultare il lettore nell'azione, rimandando a dopo le presentazioni dei componenti il gruppo (2) Fare il contrario.

In Justice League #1 lo scrittore Geoff Johns - senza dimenticare anche il contributo dato da Jim Lee, visto che nel reboot DC Comics c'è il suo apporto non solo per la parte grafica - ha scelto una soluzione in bilico fra le due possibilità, ma a ben guardare ha adottato più il secondo approccio che il primo.

Non sembra essere la soluzione migliore, come non sembra ottimale l'avere un numero #1 composto da sole 24 pagine. Si dovrebbe ricorrere a una foliazione maggiorata per il lancio di una nuova serie, ma qui pare proprio non si sia potuto farlo.

Justice League #1
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I tempi a disposizione per la produzione degli albi son quelli che sono e l'operazione The New 52 è senz'altro di estrema complessità. Ecco perché c'è proprio Geoff Johns ai testi di Justice League #1, primo albo dell'operazione a venir lanciato. 

Johns può già vantare successi incredibili nel gestire operazioni editoriali e narrative complesse (Green Lantern: Rebirth, Crisi Infinita, 52, Superman: One Year later, Flash: Rebirth, Sinestro Corps, Brightest Day). E' riuscito persino a compiere il rilancio di un personaggio difficilmente attraente come Booster Gold.

Sicuramente è l'uomo adatto su questa serie, tenendo presente che da Justice League - nodo centrale nell'immaginario DC Comics - le linee guida da lui impostate si propagheranno sulle altre testate.

Justice League #1
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Justice League #1
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Ma, a caldo, quale impressione fa questo Justice League #1? Buffo, ma non sembra proprio sia l'inizio di una nuova era dei comics. Magari dopo tanta pubblicità ci si aspettava di leggerlo in preda a un'estasi mistica ma ovviamente non è così.

L'intento è di portare lettori freschi e allora proviamo a guardare l'albo con gli occhi di un novellino che fino a ieri i fumetti non li leggeva, o almeno non leggeva albi DC Comics. Justice League #1 lo convincerà senza ombra di dubbio che non può più fare a meno di leggere i numeri successivi?

Non è facile rispondere. Forse sì, forse no. Più probabilmente no, ma non ci metterei la mano sul fuoco. L'albo è di buon livello, ma l'approccio narrativo scelto è di rimandare quasi del tutto l'azione, eccetto quelle due tre paginette di splash action.

Justice League #1
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C'è Batman che insegue una creatura aliena ma che è a sua volta braccato dalla polizia. Il mondo ha appena scoperto l'esistenza dei superuomini e non trova la loro esistenza molto tranquillizzante. Da un punto dell'azione (che è anche l'unica che vedremo in questo numero) la scena funziona. Dal punto di vista simbolico/suggestivo ha invece un piccolo difettuccio: Batman non ha superpoteri e non è il bersaglio più significativo che si poteva scegliere per dare pathos al bracconaggio da parte delle forze dell'ordine.

Comunque sia, la creatura aliena è probabilmente il primo nemico che la Justice League dovrà affrontare (anche al suo debutto nel 1960 la League dovette vedersela come prima cosa con un alieno: Starro), ma l'azione - fatta salva una piccola scaramuccia corpo a corpo fra Batman e l'alieno - viene rimandata ai numeri successivi.

Justice League #1
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L'inseguimento viene interrotto perché Batman si imbatte in Green Lantern. Con poche battute efficaci si riesce a rendere bene il contrasto fra la solarità dell'eroismo della Lanterna e la cupezza tormentata del Cavaliere Oscuro.

Che però tanto oscuro qua non pare. I tratti caratteriali di Batman sembrano più smussati del solito: viene il sospetto che nel New Universe si voglia dare a Batman una caratterizazione snellita dai tratti più duri, il che è anche una scelta logica per attirare lettori veramente giovanissimi (ed ecco il probabile colpo di spugna inferto anche a Dark Knight Returns e Batman Year One di Frank Miller).

Ancora un po' di verbosa interazione fra Batman e Green Lantern e poi si passa a Vic Stone ossia Cyborg, che dovrebbe essere la vera chiave d'accesso per i lettori più giovani e che quindi viene mostrato ancora pienamente umano, non ancora cyborgizzato.

Justice League #1
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La presentazione di Vic Stone, per funzionare con gli scopi detti, doveva indispensabilmente essere messa nel numero #1. La pessima conseguenza è che la storia - già rallentata - ne risulta completamente arrestata. 

E in chiusura l'apparizione di Big Blue Superman (ancora più Blue, senza le fidate mutande rosse). Appare e basta, però, senza far nulla dato che il cliffhanger dell'ultima pagina rimanda al numero successivo (Prossimo numero: Batman contro Superman). E anche la comparsa degli altri componenti della Justice League (Aquaman, Wonder Woman, Flash) è rimandata al secondo numero, sempre che il primo vi abbia convinto abbastanza da aprire nuovamente il portafoglio.

Ma parliamo dei disegni di  Jim Lee. Non è mai stato uno storyteller di particolare originalità inventiva. I suoi pregi sono sopratutto nella perferzione tecnica dell'esecuzione e nella peculiarità del suo tratteggio (che ha fatto scuola).

Justice League #1
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Anatomie e volumi sprizzano vigore da ogni pagina e sotto questo aspetto Lee è persino migliorato con gli anni, disfacendosi di inutili orpelli. Anche la sua suddivisione delle tavole in vignette è sempre stata efficace, quanto meno per esprimere velocità d'azione.

Solo che qui l'azione non c'è.

In definitiva un albo di ottimo livello, ma se basti a convincere la maggioranza dei lettori che questo davvero è l'inizio di una nuova era, è cosa tutta da dimostrare. Per il momento non si riesce a parlar male di questo esordio, ma neanche a traboccare d'entusiasmo.

Le prenotazioni di JL #1 hanno raggiunto quota 200.000. Riuscirà DC Comics a confermare almeno metà di queste prenotazioni per il secondo numero?




Justice League #1 - Ultima Pagina


DC Comics Reboot: The New 52 - tutte le recensioni

sabato 3 settembre 2011

DC Comics Reboot: dalle vendite in mutande a un futuro senza


Bello eh? Figata!

E' il nuovo film su Superman, Man of Steel, Kaal-el, Clark Kent - come volete chiamarlo lo chiamate e lui si gira sempre - perché bisogna sempre farne di nuovi di film sui supereroi, anche per i supereroi già fatti e strafatti, che il film diretto da Bryan Singer dicono che non andasse più bene o non è mai andato bene (a me piaceva parecchio) e meno ancora andavano più bene quelli con Christopher Reeve (a me piacevano parecchio anche quelli anche se capisco fossero ormai veramente da buttare, oscenamente zeppi di attoruncoli da quattro soldi quali Gene Hackman o Marlon Brando), e che...

Ma basta, il passato è passato. Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto e chi ha dato, ha dato, ha dato (noto proverbio per balbuzienti, citazione da Alessandro Bergonzoni) e ora siamo già con un occhio al futuro.

E il futuro è questo: Superman: Man of Steel che uscirà in Usa il 14 giugno 2013 con Zack Snyder alla regia (quello che ha diretto Watchmen, sì) e interpretato da Henry Cavill del quale ci troviamo qui per puro caso delle diapositive che lo ritraggono nei costumi di scena:


Ma sempre per puro caso si troviamo sottomano anche questo piccolo gioco a quiz (centinaia di no-prize in palio):


A destra non c'è il mantello, è evidente (forse l'inquadratura è da tagliare o forse in qualche scena lo aggiungeranno in CGI, non-lo-so) ma c'è un'assenza ancora più evidente: mancano le mutande!

Va bene che era anche ora, dato che Superman era rimasto l'unico idiota sulla faccia della Terra a indossare le mutande sopra i pantaloni (gli fanno compagnia in questo molti impiegati la cui sveglia non ha suonato per tempo ed escono molto frettolosamente da casa) ma la domanda nasce spontanea: era una idiozia, d'accordo, ma c'eravamo affezionati ormai a questo vezzo dell'Uomo d'Acciaio. Ce lo rendeva più umano, più vicino... più impiegato, ecco! Perchè cambiare?

Perché è l'era del reboot, bellezza... la risposta si chiama The New 52!!! Il reboot fumettistico di Superman & Friends.

Nel reboot Superman ha perso molto di più del suo glorioso passato, di una moglie che si chiamava Louis Lane (scomparsa senza pretendere gli alimenti né quote sui lucrosi guadagni dei diritti d'immagine - certi supereroi hanno tutte le fortune) nonché perso qualche annetto di troppo sulla carta di identità (Nato a? Krypton! Dooove? Lasci perdere, scriva Kansas).

Superman nel reboot ci ha rimesso ANCHE le mutande!

Cover Justice League #1 e una smutandata pagina interna

E non è mica l'unico sa, signora mia bella? Che tempi...  che tempi!
Anche altri eroi hanno subito un restyling grafico per rendere meno evidente l'esistenza delle mutande.

Il vecchio Lanterna Verde e quello nuovo in Justice League #1

D'altra parte l'avevano detto che avrebbero stravolto tutto fino alle radici. Stiamo andando nel futuro e questa è la strada. Strade? Dove stiamo andando non abbiamo bisogno di strade. E neanche di mutande.


DC Comics Reboot: The New 52 - tutte le recensioni

mercoledì 24 agosto 2011

DC Comics: 52 nuove serie (e uno spot) per salvarsi dalla bancarotta

Ormai mancano pochi giorni all'avvio dell'operazione The New 52 in casa Dc Comics. Un piano editoriale di reboot narrativo e di rilancio editoriale che, se non si può definire senza precedenti, viene attuato con modalità leggermente inedite rispetto ad altri tentati in passato.

Dc Comics ha da poco diffuso uno spot pubblicitario destinato al passaggio televisivo per promuovere l'evento. In fondo all'articolo trovate il filmato, nelle due versioni ridotta ed estesa.

The New 52 consiste nel lancio di cinquantadue nuove serie regolari fra quelle dedicate ai personaggi chiave (Superman, Batman, Green Lantern, Justice League e altri) e quelle centrate su personaggi minori. Non escludendo infine neanche quelli della ex linea Wildstorm di Jim Lee (Stormwatch, Grifter, ecc.) che è da tempo confluita nel multiverso narrativo Dc Comics.

La differenza sostanziale con la serie 52 edita nel 2006 è che quest'ultima era - appunto - una unica serie a sé stante. Durò un anno e aveva l'eccezionale cadenza d'uscita settimanale. Pur raccontando le gesta di praticamente tutti i personaggi di casa Dc Comics, restava priva di tre colossi come Batman, Superman e Wonder Woman.

52 era concepita come raccordo fra gli eventi narrati in Crisi Infinita (al termine dei quali i tre personaggi suddetti si concedevano un anno sabbatico) e quelli narrati in Un anno dopo, ossia nell'insieme di testate regolari Dc Comics pubblicate in contemporanea a 52 ma con l'orologio narrativo spostato avanti di un anno.

Quello di 52 era insomma un riavvio editoriale all'insegna della sostanziale continuità del racconto. In The New 52 l'azzeramento sarà brusco, sarà totale (le serie ripartono da numerazione #1 con nuovi staff creativi e storia pregressa dei personaggi completamente rinnovata) e - per quel che ci è dato sapere fino a ora - si tratterà anche di un reboot irreversibile.

200.000 prenotazioni per Justice League #1
Tanto per fare un esempio Superman tornerà single, non più felicemente sposato con Louise Lane. Si ritiene sia così più facile per le giovani generazioni immedesimarsi nel personaggio. Fa ben sperare, per la riuscita del rilancio editoriale, la notizia diffusa dalla stessa DC Comics secondo cui l'albo Justice League #1 avrebbe raggiunto la cifra di 200.000 prenotazioni prima ancora della sua uscita.

Obiettivo non nascosto da Jim Lee e Dan DiDio (i due co-publisher DC Comics) è quindi quello di superare lo stillicidio di vendite che ha come segnale più evidente la difficoltà di acquisire lettori fra le nuove generazioni. I negozi specializzati di comics si fanno sempre più rari in Usa rispetto al passato - e per la verità anche qui da noi - dopo che in un trentennio si è fatto tanto perché questo canale distributivo sostituisse del tutto il ruolo delle edicole. Analisi di mercato condotte ad hoc evidenziano che ci sono nuove generazioni che non hanno mai visto una fumetteria in vita loro.

Neanche il mercato audiovisivo legato a personaggi DC Comics sta aiutando a conquistare nuove schiere di lettori nella misura che si sperava. Il film su Green Lantern è stato accolto tiepidemente al box office, tanto da mettere in dubbio l'idea originaria di realizzarne una trilogia, e Warner Bros non è riuscita neanche nello sperato rilancio televisivo di Wonder Woman. Resta da sperare per i prossimi film su Superman e Batman.

Per imbarcare nuovi lettori si prova quindi a cambiare anche supporto mediatico e distributivo. Con The New 52 si tenta perciò anche la strada della vendita di fumetti digitali, intrapresa in modo massiccio come mai prima s'era visto. Le serie dell'operazione The New 52 saranno disponibili per il download a pagamento a prezzi accessibili e contemporaneamente dovrebbero essere messi on-line anche numerosi albi arretrati.

L'efficacia della strategia digitale è tutta da dimostrare, anche perché rischia di produrre come effetto boomerang la disaffezione degli esercenti di fumetterie, che già si dicono perplessi per l'apertura verso il mercato digitale e che potrebbero perciò contribuire malvolentieri al rilancio. DC Comics promette accordi mirati con i distributori per garantirsi la loro collaborazione, anche se per ora i dettagli di questi accordi vengono lasciati sul vago.


The new 52 - Spot commerciale - versione ridotta


The new 52 - Spot commerciale - versione estesa



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