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giovedì 20 ottobre 2011

Recensione: Blue Beetle #1 (The New 52)

Le incarnazioni succedutesi per Blue Beetle durante gli anni, sono state veramente innumerevoli e anche molto difformi l'una rispetto all'altra. Basti pensare che il personaggio è in circolazione dal 1939, quindi è quasi coetaneo di Superman (editorialmente parlando).

Il genere cucito addosso a Blue Beetle è stato inizialmente quello di un poliziesco avventuroso di epoca pulp, e più avanti negli anni quello del supereroismo spicciolo, a tratti anche venato di qualche nota di umorismo.

Questo Blue Beetle #1, però, è direttamente derivato dall'ultima versione dello scarabeo blu, che è a differenza delle precedenti ha una impostazione più fantascientifica: un'origine cosmica per il personaggio e, sullo sfondo, la galassia intera a fare da scenario.

Il restlyling è ormai definitivo, l'unico appetibile per un personaggio non di punta, e viene ripreso e mantenuto oggi tale e quale perché ben noto al pubblico più giovane grazie alle apparizioni di cui Blue Beetle ha goduto in vari prodotti televisivi targati DC.

Scarabeo (l'arma, non il gioco. Con quel che dice 
è improbabile comporre una parola sensata)
Che su questa serie si punti moltissimo per conquistare un pubblico giovanile è evidente dal notevole talento grafico che è stato messo in opera su questo primo numero. Ig Guara ha un tratto di presa immediata e di grande preparazione tecnica, efficace sia per rendere l'azione cosmica che per suscitare immediata empatia durante gli intermezzi di approfondimento sui personaggi.

Blue Beetle è Jaime Reyes, un adolescente texano al quale il potere del mistico scarabeo cade addosso quasi per caso. La scena di apertura dell'albo è un flashback ambientato su un lontano pianeta. Lo scarabeo viene inizialmente mostrato come un essere che è una sorta di arma biologica (in stile Predator) al servizio di una qualche belligerante razza aliena.

Ma l'arma si ritrova a fuggire nello spazio a bordo di una astronave in miniatura, a forma (indovina un po'?) di scarabeo. L'intervento di una Lanterna Verde farà precipitare l'astronave sulla Terra in epoca Maya.  

Reyes viene contaminato dall'amuleto
Nel tempo presente, Jaime Reyes si troverà casualmente in mezzo a due bande di supercriminali che lottano per contendersi il possesso dello scarabeo (dal loro punto di vista si tratta solo di un prezioso amuleto). E accade così che il ragazzo resti contaminato dal potere dell'amuleto e trasformato in una versione terrestre dell'arma biologica originale.

Numero di semplice narrazione della genesi del personaggio, inframmezzata con la presentazione dell'adolescente Reyes e dei suoi coetanei, l'albo scorre rapidamente senza alcun picco di originalità ma con perfetta e accattivante fluidità dei testi di Tony Bedard e dei disegni di Ig Guara.

Una produzione tecnicamente perfetta, ma esclusivamente pensata per un pubblico adolescenziale nel suo pedante equilibrio fra azione e immedesimazione. Pubblico per il quale la serie sembra avere tutti i numeri giusti per far presa e - forse - persino sfondare di brutto.


mercoledì 12 ottobre 2011

Recensione: Green Lantern New Guardians #1 (The New 52)

Green Lantern e testate collegate non hanno subito alcun reboot in occasione dell'operazione The New 52. Anche le nuove collane della famiglia di Batman mostrano una certa continuità (caratteriale, più che narrativa) con il passato, ma per loro l'orologio della narrazione è stato spostato indietro di qualche anno. L'universo narrativo di Green Lantern è praticamente l'unico che sia uscito del tutto indenne dal rilancio DC Comics.

Ma se Green Lantern #1 (recensito qui) prende il via esattamente dal punto in cui si era conclusa la Guerra delle Lanterne, DC Comics ritiene comunque necessario effettuare un reboot simbolico. E lancia anche la collana Green Lantern New Guardians che dovrà funzionare da porta di accesso per lettori nuovi, quelli non così smaliziati su eventi pregressi che sono tanto stratificati da intimorire. In questo Green Lantern New Guardians #1 si tiene quindi conto degli scenari precedenti, ma al contempo si introduce una nuova Lanterna Verde terrestre con la quale i più giovani possano empatizzare.

Ganthet, unico Guardiano di OA sopravvissuto
Appena buttato un'occhio sulla splash page inziale è impossibile non farsi agganciare dall'albo e non continuare la lettura. I Guardiani di OA e le Lanterne sembrano essere stati sterminati, con Ganthet unico sopravvissuto, il quale si mette subito in cerca di qualcuno degno di diventare una nuova Green Lantern.

Un candidato viene individuato in Kyle Rayner, aspirante disegnatore di fumetti squattrinato e un po' sfigato. Risulta subito ovvio si tratta di un soggetto che può ben funzionare per attrarre pubblico fresco. Che poi sia anche un disegnatore di fumetti, dà più senso alla spettacolarità delle creazioni visive scaturite dall'anello come materializzazioni della forza di volontà di chi lo indossa, e sotto questo aspetto vengono mostrate un paio di creazioni realmente di grande (e divertente) impatto.

Kyle Rayner, sei stato nominato!
Nel frattempo è restata in piedi la faccenda degli anelli arcobaleno, ereditata dalla Guerra delle Lanterne. In giro per l'universo non esistono solo anelli verdi, ma anche gialli, rossi, viola, blu oltremare, rosa fuxia, grigio londra, lapislazzulì... eccetera eccetera.

Ogni colorazione ha dato vita a un proprio corpo di lanterne dalle intenzioni meno nobili di quelle del corpo delle Lanterne Verdi. Il (truculento) corpo delle Lanterne Rosse ha persino meritato una propria testata (Red Lanterns).

Il ragazzo impara presto
Mentre l'eroismo di Kyle Rayner comincia farsi apprezzare dalla gente comune, gli anelli multicolore sfuggono via, di loro volontà, dai loro proprietari per convogliare tutti assieme verso Kyle, evidentemente scelto dagli anelli come loro nuovo indossatore ufficiale per la stagione autunno/inverno 2011. E i vecchi proprietari? Sono tutti incavolati neri verso Kyle, ovviamente.

Storiellina semplice di una immediatezza vivace e fresca sia nei disegni di Tyler Kirkham che nei testi di Tony Bedard, oltre che infine nelle bellissime chine dai tratteggi sottili e graffiati. L'unico appunto da fare al numero di esordio è che del carattere di Kyle Rayner non sappiamo per ora granché, ma questo non impedisce comunque di simpatizzare subito con lui.

Se si voleva creare una serie di supereroismo classico e di facile presa su lettori nuovi, le premesse sembrano essere state ben poste. E che si riesca a far piacere il tutto anche a lettori più di lunga data e senza buttare via le trame pregresse, è solo un ulteriore merito.

PS: Altro giro, altra errata corrige. Dopo 30 recensioni DC comincio a perdere colpi.
Kyle Rayner esiste già in alcuni eventi DC Comics passati, come esiste l'evento della distruzione di OA. In effetti questo albo fa un "reboot" della figura di Kyle Rayner pur mantenendo in piedi lo scenario della "Guerra delle Lanterne" e "Anelli arcobaleno". Un pasticciaccio. (Thanks AleC).
   

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