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mercoledì 3 luglio 2013

"Terminator 5". Anzi, Terminator "Zero".

La saga cinematografica di Terminator era rimasta ferma al capitolo 4, quel Terminator Salvation del 2009, rivelatosi altamente deludente per i fans della serie e per incassi.

Già dal 2012 si ventilava la possibilità di produrre un Terminator 5, sequel diretto di Terminator Salvation, ma il progetto era fino a oggi rimasto nebuloso e privo di conferme ufficiali.

Le cose hanno cominciato a muoversi nella direzione giusta con l'entrata in scena della Paramount Pictures, che pochi giorni fa si è aggiudicata i diritti di distribuzione di ogni iniziativa cinematografica legata al marchio Terminator, rendendo di fatto più insistenti e concrete le voci dell'imminente uscita di un quinto capitolo per la saga.

Voci presto confermate da un'indiscrezione che Arnold Schwarzenegger, coinvolto nel progetto, si è fatto sfuggire: "Sono molto felice che gli studios mi vogliano in Terminator 5 nei panni del Terminator. Gireremo a gennaio". Una data di inizio delle riprese che conferma, per il progetto, un notevole stato di avanzamento.

Dopo l'indiscrezione di Schwarzenegger, una ulteriore sorpresa per i fans della serie è stata servita dalla stessa Paramount Pictures, che ha annunciato di voler far ripartire la saga da zero per creare una trilogia tutta nuova.

Un vero e proprio reboot che si presume mirerà anche a rilanciare il marchio Terminator per generare anche un bel po' di merchandising associato.

Non è comunque l'unico progetto cinematografico di revival in cui Arnold Schwarzenegger sembra essere coinvolto al momento. La Universal Pictures ha ingaggiato Arnold per riportare sullo schermo due altri personaggi che hanno fortemente contribuito, in passato, alla notorietà cinematografica di Mr. Universo: Conan e Julius Benedict.

Conan tornerà nel film The Legend of Conan, che riprenderà a narrare le vicende del barbaro partendo direttamente dal film di John Milius del 1982 (Conan il Barbaro).

Ai fini della sceneggiatura, verrà quindi trascurata l'esistenza sia del pessimo Conan il Distruttore (1984) che del più che pessimo Conan The Barbarian 3D (2011).

La sceneggiatura è stata affidata a Chris Morgan, autore degli ultimi capitolo della saga Fast & Furious.

Ancora più inaspettato il secondo progetto-revival in cui Arnold è coinvolto. I fratelli Julius e Vincent Benedict, improbabili gemelli interpretati da Arnold Schwarzenegger e Danny DeVito (I Gemelli - 1988) torneranno in un nuovo film dal titolo provvisorio Triplets. 

Il titolo fa presumere che la trama sia incentrata sulla scoperta dell'esistenza di un terzo gemello Benedict - ancora più improbabile per aspetto fisico. Basti dire che per questo ruolo sta circolando il nome di Eddie Murphy.

lunedì 3 ottobre 2011

John Buscema - Arte Inedita su Heavy Metal Magazine

Il numero di novembre (ma diffuso già dal 15 settembre) di Heavy Metal Magazine ha pubblicato un articolo su John Buscema, prolifico disegnatore statunitense di fumetti scomparso 9 anni fa.  

John Buscema è stato molto attivo in Marvel Comics praticamente su tutte le testate storiche e ha dato la sua impronta indimenticabile a centinaia di fumetti dedicati a Conan il Barbaro.

Il pezzo di Heavy Metal è intitolato John Buscema, The Lost Drawings (i disegni perduti) e riguarda alcuni schizzi e tavole originali che di recente sembrano essere spuntate dal nulla nel mercato dei collezionisti.

Ma la vera notizia è che da luglio scorso è attivo un blog omonimo che sta pubblicando molte scansioni di lavori di Buscema. Dovrebbe trattarsi proprio dei disegni perduti di cui parla Heavy Metal ma non ho sottomano il numero della rivista per assicurarvelo.

Per le sue figure umane vigorose e dinamiche, disegnate con incredibile naturalezza, John Buscema è stato spesso etichettato come il Michelangelo dei Comics. Soprannome che non ha assolutamente nulla di sproporzionato, come potete vedere dalle immagini qui sotto (tratte dal blog).

Conan - 1992

Thor - Captain America - 1966

Wolverine




domenica 21 agosto 2011

Recensione: Conan The Barbarian 3D

Crom! - Da qualsiasi punto di vista lo si voglia considerare, Conan The Barbarian 3D è un vero disastro.

E' forse la dimostrazione più palese - speriamo una delle ultime a cui il pubblico assisterà prima della definitiva inversione di tendenza - che la moda del 3D non ha futuro (ne ho parlato in questo articolo).

L'impressione è che i costi di realizzazione del 3D, pur se posticcio, abbiano influito così pesantemente sul budget ridotto di Conan The Barbarian 3D da lasciare ancor meno fondi per tutto il resto. Cosa di cui in verità già si poteva sospettare da alcuni promo di qualità visiva davvero tirata per i capelli.

L'immagine che vedete a lato, per esempio, è estratta da un promo animato precedente l'uscita del film. Forse voleva apparici epica, ma sullo sfondo pare di vedere qualcosa di molto simile alle tante torri di vedetta anti-saracene posizionate ovunque sulle coste italiane.

Più che epico, l'effetto è quello di una scampagnata domenicale a tema archeologico. Oggi possiamo finalmente valutare i dettagli visivi del film definitivo, e scoprire che putroppo non sono meno deludenti. 

Insomma, il primo grosso problema di Conan The Barbarian 3D è che la trasposizione del mondo fantastico di Robert E. Howard, creatore del Conan letterario, richiedeva come premessa indispensabile l'impiego di un minimo di mezzi tecnici.  

Howard usava la parola con maestria sinestetica, riuscendo a suggerire suoni, odori, colori e dettagli cinematici. A cos'altro dovremmo fare appello in un film per sperimentare le stesse sensazioni se non alle immagini stesse? La sensorialità della scrittura di Howard è stata allegramente sacrificata a una tridimensionalità che non aggiunge visionarietà alla pellicola ma ne toglie parecchia strozzando finanziariamente la realizzazione. 

Problema numero due: soggetto e sceneggiatura. Leggendo le anticipazioni su trama e personaggi, non si poteva fare a meno di notare che non ci si stava attenendo a nessuna delle tante altre incarnazioni mediatiche di Conan: non agli scritti di Howard e dei suoi successori, né ai tanti fumetti Marvel e Dark Horse e neanche ai film con Arnold Schwarzenneger.  

Cosa buona e giusta. Un'ottima occasione per riavviare il mito del barbaro alle radici, adattando in chiave moderna le premesse narrative pur conservando alcuni elementi psicologici del suo fascino. Peccato che non era quello che gli sceneggiatori avevano in mente!

Ambiente, atmosfera, origine storica e personaggi di controrno sembrano essere stati completamente reinventati con l'unico scopo di lasciarsi il campo sgombro per applicare alla lettera le regole enunciate da The Writer's Journey: Mythic Structure For Writers, un saggio che è la bibbia tecnica usata dagli sceneggiatori di Hollywood per creare mitologie di sicuro successo. Non un briciolo di amore per Howard o anche solo di calcolato saccheggio dei suoi materiali di base, ma solo una operazione di fredda ragioneria tracciata in forma di sceneggiatura con pedante precisione.

Il pubblico in qualche modo se ne accorge e sprofonda nel disinteresse più irreversibile. Persino i ritmi di alternanza fra azione e momenti più statici sono progettati con minuzia millimetrica, sicché mai ci si annoia ma neanche mai si entra nel film. Una sarabanda glaciale che sentiamo non appartenerci durante l'intera visione. Al cinema si vorrebbe certamente trovare un po' di progettualità a livello di sceneggiatura, ma che sia anche ben amalgamata con un pizzico di ispirazione artistica.

Pianificato a tavolino fino all'esasperazione, visivamente straccione come un brutto spaghetti western, con uno script che concettualmente manca il bersaglio, permeato da una ossessiva attenzione a una violenza talmente splatter che finisce per stufare, e con un ritmo che vorrebbe assurgere a ricetta magica della suspence ma che è strutturato in anelli narrativi sempre identici e riproposti in loop senza tregua, uno dietro l'altro. C'è persino una scena di sesso che poteva essere utile per spezzare la monotonia, ma che invece segue esattamente le stesse regole marziali - attacco/difesa/attacco - delle scene da combattimento con le spade.

La prossima volta forse varrà la pena di sperimentare l'effetto prodotto dalla sostituzione degli sceneggiatori con un software di scrittura completamente automatico, alimentato da regole prelevate dal manuale suddetto. Peggio di così non potrà fare.




venerdì 15 luglio 2011

Due classici della letteratura fantastica al cinema: Conan & John Carter

Sono stati distribuiti in questi giorni i trailers per due film accomunati dal proporre trasposizioni cinematografiche di classici d'epoca della letteratura fantastico-avventurosa. Parliamo di personaggi letterari come Conan creato negli anni '30 da Robert E. Howard e John Carter di Marte ideato nel 1912 dalla penna di Edgar Rice Burroughs che è ben più noto per essere il creatore di Tarzan delle Scimmie.

Il trailer di Conan era già in rete da un po', ma la novità è che da un paio di giorni è stata rilasciata una versione in italiano e in HD.  L'uscita al cinema di Conan the Barbarian 3D - questo il titolo esatto del film - è prevista per il 19 agosto. La pellicola diretta da Marcus Nispel sarà interpretata da Jason Momoa.

Conan è un personaggio che gode di popolarità immarcescibile fra schiere di fan, e non solo per le sue incarnazioni letterarie ma anche filmiche e fumettistiche. La speranza degli appassionati è che l' interpretazione che Jason Momoa darà al personaggio non faccia rimpiangere quella - non poi così indimenticabile - che ne diede Arnold Schwarzenegger con il film di John Milius del 1982. Sarà anche inevitabile il confronto con la pellicola di Milius su altri aspetti oltre quelli recitativi, dato che l'adattamento di Milius, pur non privo di qualche difetto, era sicuramente caratterizzato da regia e sceneggiatura possenti ed evocative (fra gli sceneggiatori figurava anche il nome di Oliver Stone).



A differenza di Conan, personaggio Herioc Fantasy, John Carter appartiene (teoricamente) al filone della fantascienza, ma la plausibilità scientifica delle ambientazioni era davvero l'ultima delle preoccupazioni per il suo creatore, il cui scopo era piuttosto quello di giocare con le suggestioni popolari di inizio secolo riguardo l'esistenza di vita - anzi di vere e proprie civiltà avanzate - sul pianeta Marte.  

John Carter, abile spadaccino sulla Terra, si ritrova misteriosamente catapultato su Marte in mezzo a civiltà in guerra, ma grazie alla ridotta gravità del pianeta le sue abilità di combattente ne risultano esaltate e in breve l'uomo riesce a farsi gloria sul pianeta alieno.

Il successo che all'epoca riscossero i numerosi romanzi dedicati a John Carter fu persino superiore a quello registrato dai romanzi di Tarzan, tanto da convincere il suo autore a dedicarsi ad altre saghe analoghe che presentavano ambientazioni aliene ed esotiche altrettanto suggestive come Pellucidar (un mondo fantastico collocato nel sottosuolo, al centro della Terra) e Venere.

Il film John Carter, prodotto dalla Disney, uscirà in Usa il 9 marzo 2012.






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